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VOCI, VOLTI, RIFLESSI E RIFLESSIONI.

Di due lunghe giornate in cui ho parlato per molte ore di filato, mi resta questa meravigliosa immagine in cui sono racchiuse tante cose che porterò nel cuore, accanto a molte altre raccolte nel mio percorso di vita. E’ racchiuso l’amore per il mio lavoro che ho dimostrato ogni giorno al mio titolare, ai suo collaboratori ma soprattutto ai “MIEI” pazienti che mi hanno sempre ricambiata con grande affetto e mille attenzioni E’ racchiusa la passione per tutto quello che mi porta ad incontrare gente e creare nuovi legami, più o meno importanti, ed a sentirmi una cittadina attiva. E’ racchiuso il duro lavoro e gli sforzi che richiede l’impegno di coltivare le proprie passioni e di renderle utili per sé e per gli altri. E’ racchiuso l’orgoglio di chi sa di aver quasi sempre   scelto dando retta più al cuore che alla ragione e di essere felice di averlo fatto raggiungendo risultati inimmaginabili. E’ racchiusa la gentilezza di chi mi ha accolta ed accompagnata con g...

La disgrazia è sempre dietro l'angolo.

Mi svegliai prima del solito quel giovedì di ottobre, volevo muovermi presto da casa perché intendevo passare da un'amica a prendere un caffè prima di iniziare a lavorare e la presenza del sole  confermava piacevolmente la mia scelta. Abitavo a circa un chilometro dal posto di lavoro che potevo raggiungere con un mezzo pubblico ma solitamente  preferivo andarci a piedi. Il percorso era sempre lo stesso ed erano ormai quasi  due mesi che lavoravo in quello studio. Oltre ad assistere il dottore mi venivano spesso affidate commissioni esterne che svolgevo con piacere. Mi veniva chiesto di depositare del denaro in banca, di pagare bollette, di ritirare o spedire pacchi, a volte facevo anche la spesa ed io ero contenta di poter andare in giro, specialmente nelle belle giornate, anche se le code infinite che mi toccava affrontare all'ufficio postale o in banca non mi piacevano affatto. Avevo così iniziato a familiarizzare con i negozianti, con i dipendenti di altri uffici ed ...

Riflessioni serali.

La maniera più bella di esperire la vita è quella di calarsi ripetutamente in differenti realtà e situazioni confrontandosi con altre persone, altri pensieri e culture senza subirne i modi né consentire ingerenze; semplicemente osservando e valutando tutto con i nostri cinque sensi per accogliere ed elaborare   ogni informazione. Mi sento fortunata, nonostante gli alti e bassi e gli imprevisti più o meno tragici mi sento appagata. Riuscire a crearsi l'opportunità di frequentare ambienti differenti tra loro ed individui molto distanti dalla propria cultura ed ideologia è come vivere in accelerazione costante sperimentando, meravigliandosi, imparando, imparando ed imparando ancora.  Vivere la quotidianità con in tasca il guizzo dell’iniziativa, il desiderio di innovazione, la curiosità della sperimentazione, il gusto del rischio, di sbagliare e di perdere, è esaltante e valorizzante. La mia esperienza acquisita con il lavoro, lo sport, il volontariato e l’attenzion...

Miseria e nobiltà.

Quando vivi una nuova esperienza non riesci ad apprezzare tutto ed a trarne il massimo vantaggio. Accade infatti di essere concentrati su qualcosa sacrificandone necessariamente un’altra ed è spesso talmente affascinante ed esaltante quel momento da non riuscire a governare le emozioni. L’entusiasmo di diventare una brava assistente e di iniziare ad essere considerata tale dai dottori e dai pazienti mi faceva concentrare sulla preparazione della sala     operativa, sulle procedure di disinfezione e sterilizzazione ma non sufficientemente sui pazienti che accoglievo con gentilezza e attenzione tornando però velocemente al mio lavoro. Non avevo ancora maturato esperienze lavorative se non qualche lezione di ripetizione impartita durante gli anni di scuola e quell'ambiente mi incuteva timore. Solo con il tempo iniziai a spostare l’attenzione e ad osservare il comportamento dei pazienti. Notai che alcuni   erano molto gentili nei confronti della mia collega che veni...

La figlia del dottore:primo giorno di lavoro insieme

Era una giornata splendida quel lunedì. Mi alzai carica come una molla ma con un velo di ansia per il nuovo ruolo che mi era stato attribuito. Quel giorno avrei incontrato per la prima volta la dottoressa che avrei assistito in modo esclusivo. Eh già, voi non sapete che  il dottore lo assistevamo in due in quanto lui non voleva rinunciare alla sua vecchia assistente. Era talmente legato alla sua presenza che non la lasciava neppure andare in pensione. Lei era comunque compiaciuta di questo suo attaccamento e, a dirla tutta, non riusciva neppure lei ad immaginare un distacco da quel posto che l'aveva vista crescere. E così mi pettinai e truccai con maggiore cura, ovviamente un trucco leggero adatto alla situazione, e ripiegai in uno zaino la divisa nuova di zecca. La mia abitazione era distante dalla studio ed i mezzi non passavano frequentemente così, colta da un picco d'ansia, decisi di fare il percorso a piedi. Mezz'ora di strada durante la quale fantasticavo sull'a...

La divisa!

Dopo l'episodio dello svenimento in fase operatoria iniziai a pensare di non essere tagliata per quel lavoro. Ero matricola all'Università di Bari con l'obiettivo di diventare, un giorno, interprete o insegnante di lingua inglese. Cosa ci facessi in uno studio dentistico non mi era chiaro per niente. Fortunatamente le commissioni all'esterno dello studio mi riportavano alla quotidianità; sì, perché quando ero lì dentro mi sembrava di essere in una favola. L'ambiente era lussuoso, ero circondata da mobili antichi e argenteria ed oltre me e la collega anziana, lì dentro lavoravano anche una governante ed un maggiordomo. Il mio titolare viveva da solo in un appartamento enorme che aveva diviso in due aree adibendo a studio odontoiatrico una buona metà. Aveva due ingressi: uno conduceva direttamente nelle sale d'attesa (erano due ed assomigliavano più a dei salotti che a delle normali sale d'attesa. Molto eleganti con dei divani in velluto verde muschio e tavoli...

Inizia l'attività: correva l'anno 1986

Correva l'anno 1986 quando tra  giornate afose trascorse sui libri e crisi di ansia per gli esami di maturità imminenti pregustavo il momento della liberazione. Immaginavo la scena: io che esco dall'istituto scolastico trionfante mentre lancio in aria libri e quaderni preparandomi a vivere l'estate più bella della mia vita. Beh. le cose non andarono esattamente così perché non appena finisci gli esami di maturità devi già pensare al tuo futuro. Arrivi dunque al bivio: continuare a studiare o cercare un lavoro? Decisi di studiare cercando un lavoro. Dopo una serie infinita di colloqui poco produttivi nei settori più svariati ecco che arriva una proposta che appare di primo acchito un po' "bizzarra". Un'amica mi racconta che nello studio del suo dentista di fiducia la "segretaria" (si riferisce a lei impropriamente perché nessuno realmente conosce bene il nostro lavoro...) stava per andare in maternità. Mi parla molto bene del suo dentista ed io, ...